le contaminazioni culturali

 

La creolizzazione del mondo

 

 

 “La mia tesi e’ che il mondo si creolizza, cioe’ che le culture del mondo, messe oggi in contatto in modo simultaneo eassolutamente cosciente, cambiano scambiandosi colpi irrimediabili e guerre senza pieta’, ma anche attraverso i progressi della coscienza e della speranza che permettono di dire – senza essere utopistici o, piuttosto, accettando di esserlo – che le umanita’ di oggi abbandonano, seppur con molta difficolta’, la convinzione molto radicata che l’identita’ di un essere e’ valida e riconoscibile solo se esclude l’identita’ di ogni altro essere. E’ proprio dentro questo cambiamento doloroso del pensiero umano che vorrei ci incamminassimo insieme.(…)

 

Ecco perché penso che  il termine ‘creolizzazione’ si applichi alla situazione attuale del mondo, cioè alla situazione in cui una ‘totalità terra’, infine realizzata, permette che all’interno di questa stessa totalità gli lementi culturali più lontani ed eterogenei possano, in alcune circostanze, essere messi in relazione. Con risultati imprevedibili. (…)

 

Nel panorama attuale del mondo si pone un grande interrogativo:come essere se stessi senza chiudersi agli altri e come aprirsi agli altri senza perdere se stessi? (…)

 

Credo che ciò significhi uscire dall’identità a radice unica ed entrare nella verità della creolizzazione del mondo. Credo che bisognerà riavvicinarsi al pensiero della traccia, a 7n non sistema di pensieroche non sarà dominatore, nè sistematico, nè imponente, ma che sarà forse un non-sistema di pensiero intuitivo, fragile, ambiguo chesi adatterà particolarmente alla straordinaria complessità e molteplicità del mondo in cui viviamo. Attraversato e sostenuto dalla traccia, il paesaggio smette di essere uno sfondo convenzionale e diventa un personaggio del dramma della Relazione. Non si tratta più di un contenitore passivo della Narrazione onnipotente, ma della dimensione mutevole e durevole di ogni cambiamento e di ogni scambio. L’immaginario di un pensiero della traccia ci è consustanziale se viviamo una poetica della Relazione nel mondo attuale.”

(Edouard Glissant, introduction a’ une poetique du divers, Parigi 1996, Roma 1998)

 

Un invito a condividere le esperienze personali, comunicando quanto nel linguaggio, nelle  pratiche e negli spazi quotidiani pensiate sia, anche in minima parte, il frutto dell’incontro e della convivenza con altre culture.

Un inizio per un archivio/cartografia di quella ricchissima tessitura di pratiche ed esperienze culturali che sono il frutto dell’incontro quotidiano tra vecchi e nuovi torinesi.

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GRAZIE

Stalker, laboratorio di apprendimento reciproco e di collaborazione creativa

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